Biomeccanica
Si occupa della ricerca di un corretto gesto motorio da parte dell'uomo
durante l'attività fisica per massimizzarne il rendimento. Lo scopo che
i ricercatori si sono prefissati negli ultimi decenni è di ridurre il
coefficiente di lavoro totale, cioè l'energia proporzionale necessaria a
vincere le resistenze interne (sono le resistenze opposte dal nostro
corpo per far muovere le parti impegnate nel gesto atletico) ed esterne
(attrito propulsivo, penetrazione all'aria, rotolamento e pendenza).
Altro obiettivo è migliorare la prestazione atletica con una metodologia
non invasiva; per fare questo si utilizzano strumenti di analisi tra i
quali il filmato dell'atleta durante l'attività motoria.
Questo è uno dei metodi impiegati per la registrazione obiettiva dei
fatti, a condizione che venga adattato ad ogni singola disciplina
sportiva con finalità di osservazione.
Questa materia, considerata solo da pochi anni dai praticanti ciclisti,
ha lo scopo di analizzare come il corpo umano possa trasmettere la
propria energia al mezzo e vincere le resistenze interne ed esterne con
il massimo rendimento; il ciclista, infatti, dipende completamente dagli
aspetti meccanici e funzionali della macchina. L'energia dell'atleta è
devoluta a vincere varie forme di resistenza, pertanto minore sarà
l'energia spesa a questo scopo, maggiore sarà il rendimento atletico.
Per molto tempo il ciclista, per calcolare la posizione corretta in
bicicletta, si è affidato alle proprie sensazioni, o all'esperienza più
o meno buona in tale settore, oppure a tabelle che si basavano sulla
rilevazione di misure antropometriche, quali: altezza della persona,
misura del cavallo, del braccio, delle spalle.



